‘A PACI

‘A PACI

‘A Paci è il nome tradizionale con cui a Comiso si indica la Pasqua. La città Casmenea si prepara a festeggiare la Santa Pasqua passando dal susseguirsi delle funzioni liturgiche, che iniziano la domenica delle Palme, e che proseguono per tutto il corso della Settimana Santa culminando nel Triduo Pasquale. Il Sabato Santo, alle ore 12:00, l’arcidiacono parroco della Basilica dell’Annunziata, sul sagrato gremito di fedeli, benedice le uova naturali di pasqua simbolo del dischiudersi della vita nuova. La sera alle 20:00 inizia la solenne veglia pasquale, che si conclude col canto del Gloria e la svelata dei simulacri del Cristo Risorto e della Vergine Annunziata, situati nell’altare maggiore addobbato a festa (a sciugghiuta a loria), accompagnati da una potente moschetteria e dal suono gioioso e squillante delle campane della Basilica. Ha così inizio la solenne celebrazione eucaristica con la Chiesa stracolma di fedeli giunti in massa per celebrare la Pasqua del Signore Risorto. A conclusione della messa, in via del tutto eccezionale al mondo, segue la solenne processione eucaristica col Cristo vivo, vero e Risorto, che viene portato in processione per le strade del centro storico, accompagnato dal giubilo dei pellegrini e dal suono festoso della banda musicale che intona l’alleluia pasquale. Al rientro della processione e dopo la benedizione eucaristica segue, verso le ore 23:00, la discesa dei simulacri che dall’altare in cui erano stati collocati vengono caricati nelle vare dorate per essere portati in processione l’indomani mattina. Il Sabato Santo si conclude poi con la tradizionale e millenaria notturna pasquale (di origine spagnola), in cui diversi parrocchiani girando per la città sparano mortaretti , corrono e danzano a ritmo di melodie intonate dalla banda musicale per portare a tutti la gioia del Cristo Risorto. La Domenica di Pasqua, alle ore 7:30, la città di Comiso si sveglia con i “salvi rigghina”, ossia centinaia di colpi a cannone ritmati e con il suono a distesa delle campane della Basilica che annunciano alla città il giorno di festa. A conclusione della solenne celebrazione eucaristica delle ore 10:00 ha poi inizio la processione pasquale, caratterizzata dalle Paci. Dalla Basilica escono i simulacri di Gesù Risorto e della Madonna Annunziata e per l’intera giornata percorrono le principali vie cittadine, ripetendo in ogni parrocchia della città il rito della Paci: ossia i due simulacri, posti l’uno di fronte all’altro, dopo il canto del Regina Coeli da parte di due bambini vestiti da angioletti che si trovano ognuno su uno dei due simulacri, si avvicinano e si allontanano correndo per ben tre volte tra due ali di folla festante. Una festa antichissima che affonda le sue radici nel periodo della dominazione spagnola ed unica nel suo genere.

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