MARIA SS. ADDOLORATA

MARIA SS. ADDOLORATA

La terza domenica di Maggio si svolge a Comiso la festa di Maria SS. Addolorata, venerata nel Duomo di Santa Maria delle Stelle – Chiesa Madre. I preparativi iniziano la domenica che precede la festa, quando si svolge la “Cena”: ogni iniziativa richiede risorse, ed il popolo contribuisce alla festa non solo con offerte in denaro, ma anche con doni in natura, che sono raccolti a cura del comitato organizzatore la mattina e messi all’asta nel pomeriggio della domenica precedente la festa. Si può trovare di tutto: pasta, vino, carne, formaggio locale(“cosacavaddu rausanu”), dolci, ortaggi, frutta, ecc. In preparazione della festa, nella Chiesa Madre si svolge un devoto Settenario (detto “a Sittina” composto prima del 1880): si tratta di sette strofe (chiamate in dialetto “spate”) cantate da due tenori ed un baritono in Chiesa Madre al termine della Messa vespertina. Le “spate” raccontano i sette dolori di Maria: 1- la profezia di Simeone; 2- la fuga in Egitto; 3- il ritrovamento di Gesù nel tempio; 4- l’incontro di Gesù e la Madre sulla via del Calvario; 5- la Crocifissione di Gesù; 6- la morte di Gesù; 7- la deposizione con la sepoltura. La “Sittina” si svolge dal venerdì precedente la seconda domenica di maggio al giovedì successivo. Il venerdì precedente la domenica della festa si svolge, invece, la “Via Matris”, una processione esterna con il quadro dell’Addolorata, nel corso della quale si canta per l’ultima volta la “Sittina”. Il sabato vigilia della festa si tiene la processione detta “a piddiata ro mantu”, ovvero una processione dalla Chiesa di San Biagio alla Chiesa Madre, con il prezioso manto di velluto blu notte che avvolge il simulacro, la spada, la raggiera e il fazzoletto che la Madonna stringe tra le mani. A tale processione segue quello che è tra i momenti più attesi e carichi di emozione, nonché suggestivi ed affascinanti della festa: la “Svelata”. Questa si celebra all’inizio della Messa pomeridiana e consiste nel ritiro della tenda di filet che fino a quel momento aveva tenuto nascosto il simulacro della Madonna; il tutto accompagnato dal lancio di petali di rose e di volantini in tutta la navata centrale, e seguito da uno stuolo di voci bianche (circa 150 bambini) che cantano l’Inno all’AddolorataIl pomeriggio della domenica della festa si assiste all’ultimo momento clou della festa: “a sciuta”. Il simulacro della Madonna, posto nel suo magnifico fercolo dorato, sospinto con devozione, entusiasmo e senso di appartenenza da circa 100 portatori, esce dalla “Matrice” tra gli entusiastici “Viva Maria Addolorata!!!”. A questo fa seguito la lunga processione per le strade cittadine fino alla mezzanotte, che si concluderà con un imponente spettacolo pirotecnico.

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